.

  lestanzedellarte [ L'URLO DELLA CULTURA SOTTERRANEA ]
         


SIAMO UN PO' PIù SERI SU:

http://casadeisognatori.splinder.com/




 

Preleva il nostro banner:

<a target="_blank" href="http://www.casadeisognatori.com"><img src="http://i94.photobucket.com/albums/l103/Isognatori/banner.jpg" border="0" alt="Photobucket - Video and Image Hosting"></a>

STIAMO LEGGENDO:
La notte del drive-in - Landsdale (Francesca)
Tutti i racconti di Lovecraft (Aldo)
ABBIAMO VISTO:
La voce della luna (Fellini)
CI PRESENTIAMO
Modifica questo articolo
Elimina questo articoloAvete mai visto un film che si chiama "School of rock"? Ne avete colto per caso l'aspetto anticonformistico e pedagogico? Se non l'avete visto, guardatelo.Perchè l'obiettivo che ci proponiamo di raggiungere è il medesimo. Cambia soltanto l'àmbito. Lì si parla solo di musica, qui di arte a 360 gradi. Ma la voglia di sganciarsi dai soliti clichè, e di insegnare senza dimenticare l'importanza di imparare cose nuove, è la stessa. Dare e avere. Un concetto basilare, dimenticato da tutti.Il primo febbraio 2006 abbiamo creato una casa editrice, "I sognatori" (www.casadeisognatori.com), con questo spirito: esprimere la nostra arte dando agli altri la possibilità di esprimere la propria. Senza paletti, senza restrizioni: come il rock, la musica che più amiamo. Con il nostro blog vogliamo dare spazio a forme comunicative scomode, che non sono state comprese, o che hanno lasciato un segno (uno squarcio) visibile solo ad occhi sensibili. Parliamo della genialità di Mario Bava nel cinema (è triste sapere che ben pochi conoscono i suoi film), Frank Zappa nella musica, o Edgar Allan Poe nella letteratura.Sono questi gli uomini di cui vogliamo parlare, questi i sognatori che avevano le armi giuste per cambiare il mondo. Se le persone avessero davvero capito, ci saremmo trovati Frank Zappa come presidente americano (non scherziamo, voleva davvero candidarsi), e allora sì, il motto hippie "la fantasia al potere" avrebbe avuto senso e conferma.Ma chi l'ha detto che ormai è tardi?Un grandissimo pittore giapponese (Hokusai) si considerava, ad ottant'anni suonati, ancora un principiante bisognoso d'imparare, ed è meraviglioso, perchè questo dimostra che grazie all'umiltà un uomo può arricchire il proprio intelletto per tutta la vita, senza fermarsi mai, avendo sempre la gola arsa dalla sete di conoscenza.Allora il punto è questo: prima di ridurre il nostro cervello in poltiglia, rendiamoci conto che c'è tanto da vedere, tanto da conoscere, e l'arte è il veicolo migliore per aprire i nostri occhi e volgere lo sguardo altrove.






Ci trovate anche su Pordemovie:







reading dello scrittore Nico Cosentino


2 novembre 2007

UN SOGNO DENTRO UN SOGNO

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

 

 

 

Ed eccolo qui, dopo tante peripezie, l'ultimo nato nella casa dei Sognatori. Ci abbiamo lavorato a lungo, e il risultato finale soddisfa le nostre aspettative. Alcune difficoltà hanno rallentato il processo di realizzazione dell'opera (citiamo soltanto un simpatico corto circuito, che per 30 ore ha messo fuori gioco i macchinari del nostro tipografo), ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
Speriamo che l'antologia soddisfi appieno le aspettative dei dieci vincitori, e naturalmente quelle di coloro (speriamo tanti) che avranno modo di leggerla e valutarla.
Ovviamente non è semplice presentare con la dovuta sobrietà un libro sul quale si è investito tanto tempo e tante speranze; eviteremo toni trionfalistici, dal momento che il nostro parere è giocoforza di parte. Tuttavia vorremmo porre in risalto gli aspetti salienti dell'opera, ben consapevoli che soltanto i lettori potranno stabilire se le nostre osservazioni corrispondono al vero.

Partiamo da un presupposto: le antologie vengono spesso considerate “libri di serie B”, e noi non possiamo negare la realtà dei fatti: a volte, è proprio vero, dai concorsi letterari scaturiscono raccolte di basso profilo. Ci riferiamo in particolar modo a quei concorsi (ne parleremo senz'altro in futuro) che pubblicano tutto e tutti, a scapito della qualità. È questo il motivo per il quale i vincitori di un concorso non ricevono mai una sola copia gratuita dell'antologia: viene operato uno sconto (che sa tanto di contentino), ma di copie gratis neanche a parlarne.
La nostra politica editoriale è un'altra, si sa. La “quantità” è auspicabile, ma prima di ogni altra cosa viene la “qualità”. Da questo punto di vista, siamo pronti a stupirvi e ad abbattere il luogo comune sulle antologie.“Un sogno dentro un sogno” è un libro con tutti i crismi, composto da dieci racconti davvero validi, e nei quali crediamo molto. Giudizio di parte, certo, ma siamo bibliomani anche noi, e la soggettività può contare fino a un certo punto. Da lettori puri e semplici, vorremmo fornirvi le nostre impressioni sui racconti che compongono l'opera, approfittandone per svelarvi l'ordine con il quale i dieci lavori compariranno nell'antologia.

  1. La stanza dei sogni (Luigi Costa): racconto avvincente, basato su uno spunto di partenza obiettivamente affascinante (“la stanza dei sogni”, appunto, ma non vogliamo svelarvi troppi particolari). Il merito maggiore dell'autore è quello di aver saputo gestire ottimamente la trama, lasciandola scivolare pian piano in territori differenti. Volendo utilizzare una metafora cromatica, possiamo dire che il racconto passa dal bianco al grigio al nero. Davvero bello e sorprendente il finale, che lascerà di sasso (in senso positivo, s'intende) più di un lettore.

  2. L'uomo cane (Fabio Giallombardo): una capacità di scrittura superlativa è ciò che emerge prepotentemente dalle pagine di questo racconto. Un racconto che lega a doppio filo il presente e il passato, la Sicilia e la Grecia, Ettore Majorana (personaggio del quale vi invitiamo ad approfondire la conoscenza) ad Empedocle. Il tutto sospeso in un'atmosfera onirica che affascina e commuove, per la bellezza delle sezioni descrittive, per la ricercatezza dei dialoghi, per le profonde riflessioni sulle guerra, la vita, l'ambizione e la follia umane. Un racconto da leggere più e più volte, per comprenderlo ed apprezzarlo appieno.

  3. Lux in tenebris (Alessandra Lauro): il più oscuro tra i lavori pubblicati. Soprattutto nella prima parte, la fantasia dell'autrice ha saputo ricamare scene d'incubo di rara efficacia, paragonabili alle sequenze visionarie presenti in alcune novelle del grande Edgar Allan Poe. Di taglio cinematografico, determinate sequenze fanno “male” quasi concretamente, disorientano e poi sorprendono. Il finale rivelatore sembra suggerire che nessuno di noi può sottrarsi alle proprie paure. Tributiamo il giusto plauso, quindi, alla scrittrice più piccola (anagraficamente parlando) della raccolta.

  4. In un petalo l'incanto (Benito Lopez): le atmosfere sospese di questo racconto conquistano immediatamente. L'autore ha saputo creare ad arte una storia in bilico tra realtà e sogno, che suggerisce piuttosto che mostrare. Confonde le acque e poi rivela, ma rivela parte di una realtà che può essere compresa unicamente divorando le ultime righe. Un finale in cui tutto si confonde, dove il “rosso” non è più (non soltanto) il colore dei petali che piovono dal cielo (rivelazione sibillina, che potrete comprendere unicamente leggendo l'opera).

  5. Agnus dei (Irene Mauriello): altro racconto scritto benissimo, per di più toccante e profondo. Attraverso le parole della scrittrice seguiamo i pensieri e i ricordi di una donna che riflette sul proprio passato, ponderando quel che è stato e quel che avrebbe potuto o dovuto essere. Recrimina e chiede perdono con eguale forza, guarda al passato cercando di individuare quegli errori che lei, donna madre e figlia, non è disposta a commettere. Non più. Il tutto attraverso uno sguardo lucido, disincantato ma spesso sarcastico. Un'ironia amara e tagliente, che vi rivelerà le grandi capacità di una scrittrice che merita davvero di essere conosciuta.

  6. I cacciatori di mostri (Pietro Sansò): il perfetto racconto spartiacque. L'autore dimostra una fantasia sfrenata e una sicura conoscenza dei tempi comici. Di più: inventa una storia folle e divertente al contempo, i cui protagonisti sono tre ragazzi che (quasi anti-kinghianamente) affrontano il mistero e il sovrannaturale non per approdare nell'età adulta, ma per restare eternamente adolescenti. Il sogno, dunque, come salvaguardia di un'età magica e complessa, nella quale ci piace pensare che sia rimasto intrappolato anche l'autore.

  7. Con gli occhi color delle viole (Francesca Petrino): concilia una scrittura ricercata con metafore intelligibili e mai banali, nelle quali è possibile cogliere riferimenti – non solo letterari – di un certo spessore. L'autrice è stata in grado di elaborare una trama originale senza mai perdere di vista il senso del narrato; forte appare la volontà di dire qualcosa, di lasciare un messaggio e un segno in chi legge. Obiettivo, a nostro parere, pienamente raggiunto.

  8. Sognando (Maurizio Bassani): è uno di quei racconti che, per via dello spunto di partenza, conquista immediatamente l'attenzione del lettore. Il lavoro si lascia leggere con gran piacere, ma lentamente emerge – tra le maglie della storia – una complessità narrativa che sulle prime non è possibile presagire. Ad un certo punto tutto si complica, e il confine tra realtà e sogno non solo si assottiglia, ma svanisce del tutto. Ottimo il finale, che vi obbligherà a rileggere la storia da capo, per cercare di scovare quegli indizi in grado di dare un senso agli eventi narrati.

  9. La signora (Mauro Pisani): il racconto più breve tra quelli pubblicati. In tal senso, l'autore è riuscito a compiere un piccolo miracolo: quello di raccontare una storia che, pur esaurendosi nel giro di due pagine, cattura e colpisce positivamente. Di grande effetto il colpo di scena finale, che ribalta l'assunto iniziale e vi spingerà a riconsiderare sotto una luce differente l'intera storia. La trama si sposa bene con lo stile british dell'autore, velatamente ironico e di particolare efficacia nelle sezioni descrittive. Si legge d'un fiato, ma resta impresso.

  10. L'altro volto della luna (Guido Marcelli): in questo racconto lungo l'autore mostra grande maturità e perfetta padronanza dei mezzi tecnici, attraverso una scrittura che sa essere ricercata e semplice al contempo (equilibrio che spesso manca ad autori ben più affermati). La trama prende in considerazione il “sogno” nella sua accezione più poetica, attraverso l'utilizzo di simboli cari all'Ottocento letterario (lo studioso solitario, la luna, il sogno...). Eppure Marcelli va ben oltre, arricchendo la storia con elementi umoristici, per poi sfumare il tutto (nel calviniano finale) in un malinconico sarcasmo.

Bene, questo è ciò che in tutta onestà pensiamo dei racconti pubblicati all'interno dell'antologia.
Ora la parola spetta a voi lettori...

Per acquistare il libro:
acquisti@casadeisognatori.com




8 gennaio 2007

CONCORSO LETTERARIO "UN SOGNO DENTRO UN SOGNO"

La casa editrice I sognatori ha il piacere di presentarvi la… 

PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO

Un sogno dentro un sogno

Photobucket - Video and Image Hosting
 Per leggere il bando di concorso, cliccare QUI.

 

PRESENTAZIONE DEL CONCORSO
di Aldo Moscatelli 

In vita mia ho partecipato a svariati concorsi letterari, e molte volte ho annusato nell’aria odor di fregature. Non per voler sembrare paranoico, ma quando il vincitore di un concorso ha lo stesso cognome del presidente della giuria, e abita nella stessa città, qualche dubbio (sottolineo: dubbio) ti viene.
Personalmente non ne ho mai vinto uno, ad ogni modo. Nel 2001 mi classificai terzo in un concorso organizzato da una piccola (e squallida, per tutta una serie di motivi: ma quello l’ho scoperto in seguito) casa editrice pugliese, col racconto “Dissolvenze”. Ricordo che nel bando di concorso era specificato che i primi tre classificati avrebbero ricevuto un buono per l’acquisto di svariati libri presso una determinata libreria. A me toccava un buono da 200 mila lire. Mi ritrovai invece con un buono che valeva la metà, e mi appiopparono una serie di libri in “omaggio”, quasi tutti romanzi di scrittori esordienti, di una bruttezza inenarrabile. Oggi li denuncerei, all’epoca ero felice così. C’è stato un tempo in cui sapevo accontentarmi, a quanto pare. E non ne vado granché fiero.
Le ho tentate tutte, insomma; e quando “Lo specchio di fango”, che trovate nella mia ultima raccolta di racconti, non riuscì nemmeno a posizionarsi tra i primi 18 classificati in un concorso piemontese, decisi di gettare la spugna.
Ci ho ritentato ultimamente, in un altro contesto e per motivi differenti. Ma questa è un’altra storia…
Comunque, oggi mi trovo dall’altra parte della barricata; il concorso lo ha indetto la casa editrice che gestisco, e sarà mia premura evitare gli errori e le pecche riscontrati nei concorsi cui ho partecipato in passato.
In particolare, ci siamo concentrati su alcuni fattori, che vado brevemente ad elencare.

La lunghezza delle cartelle
Molti concorsi accettano lavori lunghi non più di 5 cartelle, a volte anche meno. Noi abbiamo deciso di offrire uno spazio maggiore: 15 cartelle. 

La spedizione dei racconti
Solitamente è richiesta la spedizione tradizionale, cioè cartacea. Di rado qualcuno consente l’inoltro a costo zero, quello per via telematica. Noi, per non fare torto a nessuno, consentiamo a tutti di usufruire indifferentemente di entrambe le modalità. 

La quota d’iscrizione
C’è, ma è decisamente relativa. Per poter partecipare al concorso, infatti, basterà acquistare un libro presente nel catalogo della casa editrice I sognatori.
Un concorso letterario medio “esige” tra i 15 e i 25 euro di quota partecipativa. Se tenete conto che i libri del nostro catalogo non superano, a livello di prezzo di copertina, i 10 euro, comprenderete facilmente la differenza. Che, ovviamente, sta soprattutto nel libro che ogni partecipante riceverà comodamente a casa: c’è un dare e un avere, insomma, e la cosa mi pare piuttosto equa. 

Il premio
Le piccole case editrici come la nostra, spesso, al primo concorso organizzato tendono a regalare medaglie, coppe e targhe. Si tratta di quei concorsi che, da scrittore, ho sempre evitato come la peste. Quei premi paiono gratificazioni da sagra paesana. Altri mettono in palio una sommetta di denaro, “piccole” cifre destinate ad una sola persona (il vincitore), o proporzionatamente ai primi tre. Il montepremi complessivo, comunque, non supera quasi mai i 500 euro. Paradossalmente, una scelta del genere avrebbe fatto comodo anche a noi. Un piccolo assegno e tanti saluti. Ma in fin dei conti, se uno scrittore (lo sono anch’io, quindi spero di poter parlare a nome della categoria) scrive un lavoro valido… cosa gliene frega dei soldi se nessuno potrà mai leggerlo ed apprezzarlo?
Abbiamo deciso, dunque, di optare per la pubblicazione dei lavori migliori. In questo caso, i vincitori non guadagneranno nulla sul piano economico, ma potranno fregiarsi della pubblicazione, giacché il libro non verrà stampato e lasciato a marcire, ma regolarmente editato e distribuito sul territorio nazionale; diffonderemo nuove voci, insomma, forse agevolando la carriera di chi, in futuro, potrà scrivere nel proprio curriculum letterario di essere già stato pubblicato. Creerà un prezioso precedente, dunque, anche e soprattutto con noi. Terremo d’occhio i vincitori, in tal senso, nella speranza di poter giungere ad altro, e compiere insieme “un passo più in là”. Inoltre, i vincitori conosceranno (magari per la prima volta) l’ebbrezza di vedere raccolte in un libro le parole precedentemente stampate soltanto su qualche foglio A4, o sul monitor di un computer.
Noi ci impegniamo a fornire al libro “che verrà” una bella copertina, un editing professionale, una valida impaginazione e tutto ciò che occorre per definire un libro “un bel libro”, con la serietà e l’impegno di sempre.
E questo, converrete con me, è ben più impegnativo che firmare e staccare un semplice assegno.
 

Il numero di vincitori
Non uno, né tre, ma DIECI. Nutriamo grande fiducia nel talento delle nuove leve, e siamo certi che di racconti validi ne giungeranno ben più di una manciata. Non sarà semplice (almeno questo ci auguriamo) optare per un racconto piuttosto che per un altro. E chiediamo perdono sin da adesso se procureremo un gran dispiacere a qualcuno. Le nostre scelte finali si baseranno ovviamente su gusti e pareri strettamente personali, ma garantiamo a tutti imparzialità e obiettività: niente fregature, raccomandazioni e abomini simili. 

Le copie gratuite
Se una casa editrice offre in premio la pubblicazione, dovrebbe avere almeno la compiacenza di regalare ad ogni vincitore una copia dell’opera. Con mio sommo orrore, ho scoperto che questa cosa non accade quasi mai. Ultimamente un’amica (vincitrice di un concorso) mi ha rivelato che la casa editrice che ha pubblicato il suo lavoro non fornisce copie omaggio: i primi classificati devono acquistare sette copie del lavoro per poter godere, dall’ottava in poi, di uno sconto “speciale” (capirai…) del 35%, sconti più bassi per un numero inferiore. Una cavolata immane, alla quale reagiamo regalando DUE copie a ciascun vincitore. 

Quel qualcosa in più
Ogni vincitore verrà intervistato sul nostro blog, per spiegare i retroscena nascosti dietro la genesi del proprio lavoro, gli eventuali significati nascosti, ed altro ancora. Un modo come un altro per conoscere i nostri autori, per non liquidarli con una stretta di mano e un “vi abbiamo pubblicato, adesso toglietevi dalle scatole”.
Inoltre, qualora dovessero giungere racconti validi in quantità superiore ai dieci, ci riserviamo l’opportunità di pubblicare sul blog  qualche racconto di per sé interessante, ma rimasto escluso dalla lista dei vincitori.
Il nostro blog è piuttosto visitato e molto commentato, può fungere quindi da vetrina, e offrire l’opportunità di essere letti e (speriamo) apprezzati da molte persone.

Bene, mi sono dilungato anche troppo. Tutto quello che c’era da dire, mi pare di averlo detto. A questo punto, non resta che aspettare i primi racconti.
E in tutta onestà, non vedo l’ora di riceverli.

Chi volesse segnalare questa nostra iniziativa sul proprio blog o sul proprio sito, può prelevare il banner del concorso qui sotto:

<a target="_blank" href="http://www.casadeisognatori.com/concorso.htm">
<img src="
http://i94.photobucket.com/albums/l103/Isognatori/cornice.jpg" border="0" alt="Photobucket - Video and Image Hosting" width="217" height="224"></a>
<br>
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <font size="4">
concorso letterario</font><br>
&nbsp; <font size="4">&quot;Un sogno dentro un sogno&quot;</font>




permalink | inviato da il 8/1/2007 alle 16:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



22 dicembre 2006

NATALE DAVANTI ALLO SCHERMO

Se anche voi, durante il periodo natalizio, venite accusati di essere snob e asociali, soltanto perché ve ne fregate dei veglioni e preferite godervi l’ultimo giorno dell’anno guardando (da soli o in buona compagnia) un bel film, vi segnaliamo qualche pellicola da noleggiare in questi giorni, tra quelle da noi viste di recente:

 

1)      POLTERGEIST (di Tobe Hooper): megaclassico dell’horror anni ’80, con sequenza giustamente passate alla storia (l’immagine della bimba ferma davanti allo schermo del televisore, ma anche l’incubo del parapsicologo non è affatto male). Ottima regia, un bel cast, ed effetti speciali avanti nel tempo rendono questo film un cult da antologia. Sul tema del poltergeist, resta la migliore pellicola di sempre (ma anche “Entity” di Furie non è male) (VOTO: 7,5)

2)      MANIAC (di William Lustig): uno dei film più convincenti sulla figura del serial-killer, decisamente superiore a pellicole appena discrete come “Ed Gein” e il tanto osannato “Henry…”. A fare la differenza, in questo caso, è non soltanto l’interpretazione sofferta del povero Joe Spinell, ma anche e soprattutto lo straordinario reparto degli effetti speciali, qui a cura del grandissimo Tom Savini. Il finale ultrasplatter e la sequenza della fucilata in pieno volto non si dimenticano più (VOTO: 7,5)

3)      CLERKS (di Kevin Smith): altro cult, stavolta del genere “commedia”, terribilmente anni ’90. Il film, girato in bianco e nero, ha un inizio folgorante e una parte finale decisamente valida, ma in quella centrale soffre terribilmente di aritmia, annoiando non poco. A parte questo, grande colonna sonora rock, battute e gag a raffica, attori sconosciuti ma in gamba, e tanta genuina volgarità, di quella che non infastidisce ma fa scattare una sonora risata (meraviglioso, in tal senso, il primo dialogo tra il protagonista e la sua ragazza) (VOTO: 7,5)

4)      LA STORIA INFINITA (di Wolfgang Petersen): riuscita trasposizione del libro-capolavoro di Ende (che definì la pellicola “una sozzura”), pieno di belle sequenze e di ottimi effetti speciali. Qualche dialogo è fuori posto, ma la morale di fondo non può che essere condivisa. Il finale può piacere come può non piacere, ma in generale la pellicola si lascia guardare (VOTO: 7)

5)      FRATELLO DOVE SEI (di Joel Coen): divertente, movimentato, con uno stuolo di ottimi attori (John Turturro su tutti), il film va annoverato tra le migliori pellicole girate dai fratelli  Coen. Un solo difetto: è un po’ troppo lungo (VOTO: 7)

6)      CRIMINALI DA STRAPAZZO (di Woody Allen): Allen torna alla commedia pura e riesce nell’intento di creare una storia divertente, in parte debitrice (specie nella prima parte) del nostro “I soliti ignoti”. Meno “cervellotico” ed “intellettualoide” del solito, va dato atto al maestro statunitense di aver saputo coniugare bene risate ed amarezze esistenziali, lasciando un messaggio di fondo (la futilità del denaro al cospetto della fragilità del vivere umano) abusato ma sempre attuale (VOTO: 7)

7)      IDENTITA’ (di James Mangold): sorprendente thriller a metà tra vecchio e nuovo, ottimamente interpretato da un cast di prim’ordine (Cusack, Liotta, Molina). Bella la trama, e i primi venti minuti colpiscono per intensità. Il finale è completamente illogico, ma ultimamente si è visto di peggio a livello di rigore narrativo (VOTO: 6,5)

8)      MIO CUGINO VINCENZO (di Jonathan Lynn): commedia carceraria davvero divertente, con un grandissimo Joe Pesci e comprimari di gran talento come Marisa Tomei, Ralph Macchio e Fred Gwynne. Certe sequenze sono davvero esilaranti, e la pellicola cresce con lo svolgimento del processo, per altro ben delineato a livello giuridico e procedurale. Da rimarcare il doppiaggio italiano, particolarmente azzeccato (la voce di Joe Pesci appartiene a Leo Gullotta, che dovrebbe mollare i deficienti del Bagaglino e dedicarsi a tempo pieno al doppiaggio) (VOTO: 8)




permalink | inviato da il 22/12/2006 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



14 novembre 2006

SULLO SCHERMO CINEMATOGRAFO’

Un’altra parata di film visti o rivisti. Questi i nostri pareri:

 

1)      EAST IS EAST (Damien O’Donnell): gradevole pellicola costantemente in bilico tra commedia e melodramma. L’islamico di turno non ci fa una gran figura (forse un perché ci sarà…), ma il regista è bravo nel mettere in scena i risvolti più assurdi e grotteschi della religione maomettana. Si ride, si riflette, si lascia guardare con piacere. Consigliato. (VOTO: 7)

2)      LA VOCE DELLA LUNA (Federico Fellini): apologia del silenzio e della quiete, in opposizione al blaterare inutile della società moderna. Non il miglior film di Fellini, e qualche scivolone nel moralismo poteva anche essere evitato, ma la poeticità che lo contraddistingue (splendida la frase di chiusura) lascia il segno. Bravissimi Benigni e Villaggio. (VOTO: 7,5)

3)      GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI (Garth Jennings): tratto dal libro di Douglas Adams, questo film viene considerato da molti (noi compresi) superiore alla versione su carta. Che si concordi o meno, la pellicola non delude affatto gli estimatori di Adams: divertente, originale, ben interpretato da uno stuolo di attori poco conosciuti ma decisamente in gamba. Un applauso anche al montaggio (perfetto) e agli effetti speciali di trucco, veramente ben fatti. (VOTO: 7,5)

4)      PHANTASM (Don Coscarelli): mini-classico dell’orrore, incentrato sull’inquietante figura di Tall Man, impresario di pompe funebri venuto da un altro pianeta. Poco sangue, poca tensione, qualche buona idea e una discreta regia. Per nulla indispensabile. (VOTO: 5,5)

5)      PHANTASM 2 (Don Coscarelli): tanti (ottimi) effetti speciali in più, e secchiate di sangue per questo sequel alquanto incolore. Bello il finale splatter, ma per un’ora si rischia l’appisolamento. Meglio evitarlo. (VOTO: 5)

6)      L’ESORCISMO DI EMILY ROSE (Scott Derrickson): il “solito” horror basato sulla “solita” storia vera (mah…). Fallito il tentativo di mischiare horror e dramma giudiziario: il film non convince né su un versante né sull’altro. Molto brava la ragazzina indemoniata, ma le sue spalle non ce la fanno a reggere l’intera pellicola. Un paio di brividi, tanta noia nella seconda parte. Si lascia guardare, ma se sperate di scovare il nuovo “L’esorcista” vi conviene cercare altrove. (VOTO: 6- -)

7)      IL FALCONE MALTESE (John Huston): noiosetto (nonché primo nella storia del cinema) noir incentrato sulla scomparsa di una statuetta (il falcone maltese del titolo) dal valore inestimabile. Omicidi, doppi-giochi, seduzioni assortite. Gli elementi per un buon film ci sono tutti (c’è anche il grande Humprey Bogart!), ma in questo caso, il totale è molto meno della somma delle singole parti. Tratto da Hammett. Evitabile. (VOTO: 6-)

8)      VAI E VIVRAI (Radu Mihaileanu): film di denuncia, dal regista di “Train de vie”. Cupo, disperato, con rarissimi sprazzi di “luce”, specie nella prima parte. Duro ma lucido, conduce lo spettatore a porsi degli interrogativi etici di non poco conto. E invita a riflettere sulla guerra, sul razzismo, sulla follia dei dogmi religiosi. Da vedere. (VOTO: 7)




permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



5 novembre 2006

DAVID BOWIE IL MIMO

Questo video mostra la grandezza e la poliedricità di David Bowie. Dategli un'occhiata e fateci sapere cosa ne pensate:





permalink | inviato da il 5/11/2006 alle 9:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



27 ottobre 2006

I WANNA ROCK!!!

Consigliamo qui di seguito tre album rock, nella speranza di avvicinare al nostro genere preferito quanti più blogger possibile. Si tratta ovviamente di indicazioni di massima, tese a ribadire il valore di certi album già incensati dalla critica, o gettare un po’ di luce su album e artisti ingiustamente dimenticati.

1) DAVID BOWIE – “Ziggy stardust”  (1972)

Photobucket - Video and Image Hosting


La perfezione fatta album (a proposito, il titolo per esteso è: “The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars”). Sebbene “Soul love” e “It ain’t easy” non brillino quanto le altre nove canzoni, “Ziggy stardust” rimane l’album perfetto del duca bianco. Composizioni splendide, che spaziano dal rock al soul al pop. Incredibile il lavoro di Bowie dietro il microfono, aggressivo, commovente e scanzonato, a suo piacimento. Peccato che Brian Eno lo abbia risucchiato nel vortice dell’elettronica più becera (chi si ricorda il “periodo berlinese”?), qualche anno più in là. Ma la discografia del musicista inglese è piena di altre perle, di cui avremo modo di parlarvi col tempo. Nel frattempo, godetevi l’esecuzione live dell’omonima title-track, immortalata in un recente dvd.

 


2) BLUE OYSTER CULT – “Secret treaties” (1974)

Photobucket - Video and Image Hosting


Capolavoro per una delle band più sottovalutate di sempre. Non un brano fuori posto, non un cedimento. Da “Career of evil” (scritta da Patty Smith) ad “Astronomy” (una delle ballate rock più belle di sempre), tutto l’album è un susseguirsi di ritmi frenetici, accelerazioni hard rock e sperimentalismi degni dei più raffinati jazzisti. Interessantissimo, inoltre, il concept di fondo, a metà fra Lovecraft e Dick. Di questo album consigliamo l’acquisto della versione con  bonus, in cui è presente un’interessante rivisitazione della mitica “Born to be wild” degli Steppenwolf.

Qui sotto, azionando il “play” potrete ascoltare (niente video, non ce n’è bisogno) la versione originale della bellissima “Astronomy”, rifatta (male) dai Metallica sul finire degli anni ’90.

 



3) ALICE COOPER – “Killer” (1971)

Photobucket - Video and Image Hosting

Folle, irriverente e cattivo come nessun altro. Alice Cooper è la quintessenza del rock, ha anticipato mode e tendenze, ha detto e fatto tutto quello che si poteva dire e fare in ambito rock. In “Killer” si passa dal rock’n’roll sguaiato di “Under my wheels” e “You drive me nervous” al dark malatissimo di “Dead babies”. Ma il capolavoro resta la monumentale title-track: sulfurea, agghiacciante, da ascoltare a luci spente. Brividi assicurati…

Per il momento, guardatevi il video-promo di “Under my wheels”, rock’n’roll quanto volete, ma già durissima per gli standard dell’epoca; notare, altresì, il contrasto tra l’immagine glam della band (specie Alice Cooper) e, per chi mastica un po’ d’inglese, l’umorismo acido e macabro del testo.




permalink | inviato da il 27/10/2006 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa



12 ottobre 2006

IL SONDAGGIONE “ANIMATO"

Spulciando tra le sigle del sito http://www.supersigle.it/ (visitatelo, è bellissimo e commovente, specie per chi ha superato i 25 anni), ci è venuta l’idea del nostro ennesimo sondaggione.

Elencate i cartoni animati che hanno segnato la vostra vita. Come di consueto, iniziamo noi.

 

LISTA DI ALDO:

1)      I Simpson

2)      Tom & Jerry

3)      L’uomo tigre

4)      Ken il guerrirero

5)      Gigi la trottola

6)      Pollon

7)      Lamù

8)      Carletto il principe dei mostri

9)      Holly e Benji

10)  Lupin

11)  Bem

12)  Belle e Sebastien

13)  He-man

14)  Yattaman

 

LISTA DI FRANCESCA:

1)      I Simpson

2)      Pollon

3)      Lamù

4)      Ransie la strega

5)      Carletto il principe dei mostri

6)      Bem

7)      Gigi la trottola

8)      Memole

9)      Snorky

10)  Lady Oscar

11)  Belle e Sebastien

12)  Yattaman

13)  Creamy

14)  Occhi di gatto

15)  Magica Amy

16)  La signora Minù

17)  Il tulipano nero

18)  Mazinga Z

19)  UFO robot

20)  Lupin

21)  Tom e Jerry

 

Ed ora, a voi la parola. E a voi i ricordi…




permalink | inviato da il 12/10/2006 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa



1 ottobre 2006

SEMPRE E SOLO FILM

Ecco a voi un’altra sfilza di film visti di recente, con commentino annesso:

 

1)      ERASERHEAD (David Lynch): la critica “dotta” lo considera un capolavoro. È ben diretto? Certamente. È disturbante? Senz’altro. È onirico, surreale, inquietante, espressionista? Altrochè! Ma è anche lentissimo, cervellotico e in buona parte terribilmente tedioso. Meglio “Strade perdute”, a questo punto. (VOTO: 6)

2)      DONNIE DARKO (Richard Kelly): teen-agers movie mascherato da film per palati raffinati. Nulla di nuovo sotto il sole, invece: la trovata para-scientifica alla base del film è vecchia come il cucco, il finale è totalmente illogico (c’è un controsenso fenomenale che vi invitiamo a scoprire). Nonostante il successo ottenuto grazie al passaparola tra fans, “Donnie Darko” resta un film appena discreto. (VOTO: 6,5)

3)      IL CAMERAMEN E L’ASSASSINO (Belvaux-Bonzel-Poelvoorde): bellissimo film belga (!) che anticipa, nel modo in cui è girato, il ben più noto “The blair witch project”. Angosciante, sceneggiato benissimo, e con un finale che non si dimentica. Nessun ritratto sui serial killer è mai stato così realistico ed efficace. Un must! (VOTO: 8)

4)      HOSTEL (Eli Roth): fesseria spaventosa salutata come uno dei migliori horror del nuovo millennio. Poveri noi! La pellicola di Roth è invece una delle cose peggiori passate per i nostri cinema: prima mezz’ora di una noia mortale (in cui è possibile osservare una gran quantità di culi e tette, ma neanche una goccia di sangue), una seconda parte che pare girata dal fratello scemo di Tarantino, un finale per il quale si è parlato di “splatter sadico e insostenibile”. Ma dove? Ma quando? Tutto questo per un paio di dita mozzate? Il povero Fulci si starà rivoltando nella tomba! (VOTO: 4)

5)      LA CASA DI MARY (James W. Robertson ): filmetto horror degli anni ’80, giustamente passato inosservato a suo tempo. La pellicola può contare però su un paio di sequenze splatter (splatter vero, non quello di “Hostel”) di gran classe. La trama è scontata, per cui possiamo consigliarlo soltanto ai maniaci di sangue e squartamenti vari. (VOTO: 5)

6)      SIN CITY (Robert Rodriguez): bellissimo lavoro del sottovalutato Rodriguez, ispirato alle strisce del grande Frank Miller. La pellicola si muove costantemente tra noir e gangster-movie, tra poesia e sangue a go-go, senza mai risultare noioso. Difficile stabilire quale sia l’episodio migliore. Bravissimo Bruce Willis, l’attore che meglio poteva interpretare il ruolo del poliziotto violento, innamorato e integerrimo. Da vedere assolutamente, anche per il modo tutto particolare con il quale è stato girato. (VOTO: 9)

7)      SLITHER (James Gunn): affettuoso omaggio a un cinema horror che non c’è più, quello già citato (e da noi visceralmente amato) degli anni ’80. Il regista di “Slither” esce dalla Troma, ma non si vede granchè (a parte una veloce citazione del bruttissimo “Toxic avanger”). La pellicola, infatti, è più seria di quel che si potrebbe credere, e regala diversi momenti di tensione e disgusto. (VOTO: 7)

8)      DEMONI (Lamberto Bava): diventata senza alcuna valida ragione un cult, la pellicola di Lamberto Bava (figlio indegno del grande Mario) è una delle peggiori “porcate” uscite dalla nostra cinematografia “fantastica”. Recitato da cani, girato malissimo e salvato soltanto dagli effetti speciali (rozzi ma efficaci, nonché terribilmente grandguignoleschi) di Sergio Stivaletti. Di rilievo, per chi ascolta heavy metal, la colonna sonora composta da brani di Accept, Dio, Saxon e altre grandi bands. Tutto il resta fa schifo. Da evitare, a meno che non siate in vena di farvi quattro risate con un vero e proprio “trash de luxe”! (VOTO: 3)




permalink | inviato da il 1/10/2006 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa



28 settembre 2006

CAZZEGGI...

Date un'occhiata a questo giochino: il nostro record è 73 metri, provate a fare di meglio!

http://www.minigames.it/games/3/6/004463.html




permalink | inviato da il 28/9/2006 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



18 settembre 2006

ALTRI FILM (NON AVEVAMO VOGLIA DI SPREMERCI LE MENINGI!)

WHITE NOISE (Jeoffry Sax, 2005)
Film mediocre incentrato sui misteri legati all'ascolto della voce dei defunti mediante onde radio. La pellicola presenta un solo momento di tensione, poi diventa noioso e ripetitivo. Unici elementi positivi: il buon Michael Keaton e l'originalità dell'argomento trattato (ma Fulci ci era già arrivato 25 anni fa).
VOTO: 5

I VAMPIRI (Riccardo Freda, 1957)
Il film va ricordato per essere stato il primo horror mai girato in Italia, e per la presenza nel casting del grande Mario Bava (qui curatore degli effetti speciali e fotografo di scena). Il film in sè non è male, ma la nostra cinematografia fantastica ha prodotto di meglio in seguito.
VOTO: 6

CALTIKI (Riccardo Freda, 1959)
Variante "superiore" del "Blog" americano (quello con Steve McQueen), originale e sorprendentemente gore, grazie agli straordinari (per l'epoca) effetti speciali di Mario Bava, che riuscì a creare con della comune trippa un mostro fagocita-persone di rara efficacia.
VOTO: 7

POSSESSION ( Andrej Zulawski, 1981)
Film opprimente e disturbante, graziato dalla recitazione della Adjani (notevole la crisi isterica nei sotterranei della metropolitana). Ad una prima parte decisamente d'effetto Zulawski oppone un secondo tempo scialbo, che si perde in un intricato quanto dispersivo intellettualismo volutamente ermetico.
VOTO: 7

SHOCK (Mario Bava, 1977)
Il solito film di Bava: perfetto, a parte qualche pecca nella recitazione degli attori (ma qui la Nicolodi se la cava egregiamente). Angosciante, carico di tensione e dotato di ottimi effetti speciali splatter. Da non perdere!!!
VOTO: 10

THE CHANGELING (Peter Medak, 1981)
Sorprendente storia di fantasmi, inquietante e ottimamente sceneggiata. Buona prova per George C. Scott, attore kubrickiano (qualcuno se lo ricorda ne "Il dottor Stranamore?). Sicuramente un film "minore" del periodo, ma da rivalutare.
VOTO: 6,5

STORIA DI FANTASMI CINESI (Ching Siu Tung, 1987)
Primo film orientale a riscuotere un discreto successo anche in Europa. La pellicola riassume pregi, difetti e follie di un certo tipo di cinema cinese, ma va senz'altro visto per comprendere la differente visione del "macabro" e del "soprannaturale" che possiedono gli orientali. Un mix affascinante di poesia, comicità, horror e arti marziali.
VOTO: 7

IL CORVO (Henry Clouzot, 1943)
Splendido giallo-noir d'altri tempi, impeccabile sotto tutti i punti di vista (regia, sceneggiatura, recitazione, fotografia, ecc...). La trama cattura da subito, e l'intera pellicola appare intrisa di simbologie per nulla banali, fino al disperato e malinconico finale. Da vedere senza remore.
VOTO: 10




permalink | inviato da il 18/9/2006 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



7 settembre 2006

CHI LI HA VISTI?

Nel mese di agosto, impossibilitati a concederci anche un solo giorno di vacanza, ci siamo dedicati alla visione di alcuni film, per la maggior parte horror; il che, probabilmente, riflette le manie omicide che ci coglievano nel vedere la gente partire per le vecanze.
Qui di seguito troverete l'elenco delle pellicole, un breve commento e la valutazione personale. Fateci sapere se condividete i nostri pareri, anche se dubitiamo che qualcuno di voi abbia avuto modo di vedere anche uno solo tra i film elencati (a parte La leggenda del pianista sull'oceano).

1) "I diavoli" (Ken Russell): storia realmente accaduta di intrighi politici ed ecclesiastici, di false possessioni diaboliche e di reali bassezze umane. Recitato benissimo, con una grande Vanessa Redgrave. Scene oniriche di grande effetto. Da vedere.
VOTO: 7

2) "Bubba Ho-tep" (Don Coscarelli): dal racconto omonimo di Landsdale, Coscarelli trae un film che si distingue soltanto per la recitazione sopra le righe del grande Bruce Campbell. Tutto il resto non genera alcun sussulto, e scivola via sino al finale melenso. Potabile.
VOTO: 6,5

3) "In the mood for love" (Wong Kar-Wai): se tra voi c'è qualcuno che vuole imparare come si dirige, monta, fotografa e recita un film, è pregato di guardare questa pellicola e di prendere appunti. Se qualcuno ha voglia di divertirsi noleggiando un DVD pieno di brio, è pregato di starci lontano. Da vedere se si ama un certo tipo di cinema concettuale.
VOTO: 7,5

4) "La leggenda del pianista sull'oceano" (Giuseppe Tornatore): tratto dal libro di Baricco, un film che non annoia mai, ed emoziona sempre. Diretto benissimo, poetico, interpretato da uno straordinario Tim Roth, va visto e rivisto.
VOTO: 10 

5) "Dracula cerca sangue di vergine..." (Antonio Margheriti?): prodotto da Andy Warhol, è una commedia horror a tratti divertente, a tratti un po' statica, spesso malinconica, audace per quel che riguarda le scene di sesso. Bel finale splatter. Grande Udo Kier, attore feticcio di Lars Von Trier. Nel film ci sono anche Polanski (una comparsata) e Vittorio De Sica (ultima interpretazione della sua carriera.
VOTO: 7

6) "Il mostro è in tavola..." (Antonio Margheriti?): stesso cast artistico del film precedente, stesso produttore. Questa pellicola è molto più sanguinosa, ma anche meno divertente. De Sica non c'è, però c'è Liù Bosisio, storica prima moglie di Fantozzi e voce di Marge Simpson. Questo film dimostra esplicitamente che lo splatter è nato in Italia, e ben prima dello Zombie romeriano.
VOTO: 6

7) "Quel motel vicino alla palude" (Tobe Hooper): presunto capolavoro del new-horror, questo film di Hooper è soltanto una pallosa retrospettiva sui deliri compulsivi di un reduce del Vietnam. Tensione zero, effetti speciali ridicoli, qualche sprazzo di gore. Appena passabile.
VOTO: 6 -

Nel prossimo post inseriremo una sfilza di altri sette film.
Nel frattempo, se a qualcuno può fregare qualcosa, abbiamo aperto un nuovo blog: lo trovate su
                        http://casadeisognatori.splinder.com/




permalink | inviato da il 7/9/2006 alle 19:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



2 settembre 2006

DUE BLOGGER DAI PIEDI DI BALSA...

Nel tentativo di promuovere la cultura in Italia abbiamo fatto la fine del vitello dai piedi di balsa. Per capire a cosa ci riferiamo ascoltate la fine della canzone...






permalink | inviato da il 2/9/2006 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



26 agosto 2006

E' UNO SCHIFO (PARTE SECONDA)

Siamo reduci da una delle più squallide e allucinanti esperienze della nostra vita, editoriale e non.
Parliamo della precocemente osannata “Fiera dell’arte” di Martano, per noi conclusasi anzitempo nell’indifferenza generale. Lasciamo qui di seguito alcuni dati statistici, giusto per dare l’idea di quel che abbiamo dovuto sopportare in questi ultimi quattro giorni:

- ORE TRASCORSE A GRATTARSI: 25
- PERSONE TRANSITATE DAVANTI AI NOSTRI OCCHI: UNA VENTINA (in media,  neanche una ogni ora!)
- LIBRI VENDUTI: 2 (di cui uno a un turista tedesco che a malapena parlava italiano!)
- SGUARDI DI SUFFICIENZA RACCOLTI: TANTISSIMI
- PERCENTUALE DI ANALFABETISMO NEL PUBBLICO: ALTISSIMA
- ETA’ MEDIA DEI CONVENUTI: ALTISSIMA
- TEMPO INIZIALMENTE PROMESSO DAGLI ORGANIZZATORI PER PRESENTARE AL    PUBBLICO LA CASA EDITRICE: 90 MINUTI
- TEMPO CONCESSO CONCRETAMENTE DAGLI ORGANIZZATORI PER PRESENTARE   AL  PUBBLICO  LA CASA EDITRICE: 10 MINUTI (rifiutati per una questione di dignità)
- TEMPO SPRECATO: TUTTO

Tenete conto, inoltre, che molti artisti o pseudo-tali hanno dato forfait dopo aver constatato il livello d’inefficienza dell’organizzazione, e lo scarsissimo interesse palesato dalla gente nei confronti di una manifestazione che comunque non invogliava certo ad uscire di casa. I pochi visitatori erano ben più attratti dall’odore del cibo che si vendeva nel giardino attiguo, giardino in cui fra l’altro hanno suonato una decina di gruppetti rock, i quali hanno tolto spazio (ma non per colpa loro) ai pochissimi stand presenti, inizialmente collocati in un orario morto (dalle 17 alle 20). Risultato: i sottoscritti si sono visti ridurre lo spazio promozionale da un’ora e mezza a dieci minuti, per dare spazio ad un gruppetto metal reo, tra le altre cose, di aver suonato la più brutta versione mai sentita di “Novembre rain” dei Guns’n’roses. La cosa davvero scandalosa è che a farne le spese non siamo stati solo noi, ma anche enti come EMERGENCY, l’ENPA (ente nazionale protezione animali) e il simpaticissimo signore del COMMERCIO EQUO E SOLIDALE, tutta gente disposta a parlare di cose davvero importanti, altro che quei quattro sfigati che si sono alternati sul palco!
A questo punto, non ci resta che ribadire il nostro senso di nausea nei confronti  della “logica” meridionale: qui se ne fregano della cultura, quei pochi che se ne interessano non sono in grado di costruire qualcosa di sensato, radio/tivù/giornali locali intervengono soltanto dietro congruo pagamento, il “popolo” persiste a riempire le piazze durante le sagre paesane, dove puoi soltanto ballare e mangiare a sbafo, pompando soldi nelle casse di quelle amministrazioni comunali che all’improvviso, negli ultimi anni, hanno dimostrato un “particolare” interesse per eventi di questo tipo. Ci sputavano sopra fino a un lustro fa, ma davanti al dio denaro la coerenza può anche andarsene a puttane, no?
Una sola consolazione: mentre eravamo lì a deprimerci per l’insuccesso della manifestazione, spesso citavamo i nomi di alcuni blogger che ci seguono con particolare affetto… sono usciti fuori, così, i nomi di Jon, Larry, Annamaria, Valeria e soprattutto Anselmo. Inutile specificare a quali blog corrispondano questi nomi: queste persone ci seguono, e hanno lasciato un segno dentro di noi.
Parrà retorico, ma questa consapevolezza ci dà la forza di andare avanti, alla faccia di tutti quegli idioti che non hanno capito nulla del nostro messaggio…




permalink | inviato da il 26/8/2006 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa



12 agosto 2006



Questi due video (scegliete voi quale preferite, per noi sono entrambi stupendi) esprimono perfettamente i sentimenti che ci contraddistinguono  in questi ultimi giorni: siamo intrappolati, infatti, tra le crisi maniaco-depressive di Nick Cave (a destra, in compagnia di PJ Harvey) e gli schizofrenici istinti omicidi di Alice Cooper (a sinistra). Fortunatamente ci salva l'ironia, componente essenziale dell'estro artistico di questi due geni.


 




permalink | inviato da il 12/8/2006 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



11 agosto 2006

E' UNO SCHIFO...

In questi giorni ci siamo travestiti da promotori editoriali per pubblicizzare all'interno dei campeggi salentini il secondo libro edito dalla nostra casa editrice: CAMP ATTACK di Larry Lisca.
L'opera in questione, di cui parleremo a breve in questo blog, è una meravigliosa e divertentissima presa in giro dell'italiano medio e delle sue manie, inserita all'interno di una cornice, quella del campeggio, assolutamente originale. C'è sembrato giusto, dunque, proporre il libro all'interno dei vari campeggi distribuiti nel tacco d'Italia, offrendo loro svariati motivi per acquistarne qualche copia: uno sconto sul prezzo di copertina (già basso di per sè), l'inserimento dell'indirizzo internet del camping all'interno del nostro sito, nonchè l'opportunità di offrire alla clientela un qualcosa di nuovo ed originale, non acquistabile in libreria.
Insomma, le premesse c'erano tutte. Nonostante i nostri buoni propositi, però, le adesioni sono state ben poche.
E tutto questo fa riflettere.
Checchè ne dica l'amica Barbara de "Il vizio di leggere", qui al sud la gente se ne sbatte dei libri, indipendentemente dalla loro validità. E' stato davvero deprimente constatare come quel libro, dietro il quale, per inciso, c'è un lavoro di gruppo impressionante, sia stato palpeggiato e squadrato con superficialità ed incompetenza. Ora, non ci attendiamo certo che dei liberi imprenditori iper-abbronzati comprendano la logica del vendere libri per aiutare la cultura del sud Italia, ma da qui a non capire i vantaggi che essi stessi potevano ricavarne, ce ne passa!
La nostra casa editrice, dunque, non solo deve scontrarsi con l'indifferenza generale dei media, e con la logica del "profitto a tutti i costi" del 90% delle librerie, ma anche con l'ottusità della classe imprenditoriale, incapace di andare con lo sguardo ad un palmo dal naso, ostile alle novità, alla possibilità di collaborare, di dare avvio ed appoggio a nuove iniziative.
Qui, tutto deve procedere come sempre. Qui, in nome della tradizione, nulla va tentato.
E' uno schifo. Camp attack è un libro geniale, capace di piacere indistintamente a qualunque lettore con un minimo di senso dell'umorismo. E Larry Lisca è il nuovo Stefano Benni, sebbene lui lo neghi e faccia finta di non aver scritto un libro in grado di rivaleggiare col "Bar sport" benniano.
Qui, le idee nascono e muoiono perchè non trovano terreno fertile sul quale attecchire. Di questo passo, sfumerà a breve l'opportunità di mettere sotto contratto un nuovo scrittore, e una nuova voce verrà azzittita ancora una volta nell'indifferenza generale.
A voi tutto questo va bene?
Per noi è uno schifo, e contro questo schifo siamo costretti a lottare ogni giorno...

p.s.
E' giusto ringraziare, pur tra i fumi della rabbia, il sig. Ricci del camping Riva D'Ugento (http://www.rivadiugento.it/ITA/index.htm), e il sig. Urso del camping Sentinella (http://www.villaggiosentinella.it/VillaggioSentinella.htm), per la piccola opportunità che hanno voluto concederci.




permalink | inviato da il 11/8/2006 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa



10 agosto 2006

LA POETESSA DEL ROCK

PATTY SMITH - PEOPLE HAVE THE POWER
Crediamo sia una delle più belle e suggestive canzoni mai scritte nella storia della musica. Ascoltarla fa venire la pelle d'oca, e ti fa pensare quanto la musica, l'arte, la cultura in generale siano in grado di comunicare grandi messaggi. Infatti, da idealisti quale siamo, continuiamo a sostenere che tutto questo ha davvero il POTERE di cambiare il mondo...



I was dreaming in my dreaming
of an aspect bright and fair
and my sleeping it was broken
but my dream it lingered near
in the form of shining valleys
where the pure air recognized
and my senses newly opened
I awakened to the cry
that the people / have the power
to redeem / the work of fools
upon the meek / the graces shower
it's decreed / the people rule
 
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power
 
Vengeful aspects became suspect
and bending low as if to hear
and the armies ceased advancing
because the people had their ear
and the shepherds and the soldiers
lay beneath the stars
exchanging visions
and laying arms
to waste / in the dust
in the form of / shining valleys
where the pure air / recognized
and my senses / newly opened
I awakened / to the cry
 
Refrain
 
Where there were deserts
I saw fountains
like cream the waters rise
and we strolled there together
with none to laugh or criticize
and the leopard
and the lamb
lay together truly bound
I was hoping in my hoping
to recall what I had found
I was dreaming in my dreaming
god knows / a purer view
as I surrender to my sleeping
I commit my dream to you
 
Refrain
 
The power to dream / to rule
to wrestle the world from fools
it's decreed the people rule
it's decreed the people rule
LISTEN
I believe everything we dream
can come to pass through our union
we can turn the world around
we can turn the earth's revolution
we have the power
People have the power ...






permalink | inviato da il 10/8/2006 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



5 agosto 2006

I SOGNATORI ARRIVA...

Non sappiamo quanti leccesi o pugliesi ci siano tra i blogger che capitano di tanto in tanto da queste parti, per cui ci rivolgeremo a tutti e a nessuno in particolare.

La grande notizia è questa: per la prima volta dalla sua inaugurazione, la casa editrice I sognatori parteciperà ad una Fiera dell’arte!

Abbiamo detto Fiera dell’arte, e non “del Libro”, proprio perché di arte a 360° si occuperà l’evento in questione. Nella manifestazione che si svolgerà a Martano (Lecce) dal 21 al 27 agosto, presso il Palazzo Ducale, transiteranno infatti musicisti, pittori, scrittori, poeti, editori, registi, performer e attori, di varia estrazione e cultura. Un’iniziativa grandiosa, che ci vedrà coinvolti con l’allestimento di uno spazio promozionale (il classico stand, insomma) e attraverso la presentazione di un nostro libro.

L’ intera manifestazione è patrocinata dalla provincia di Lecce, ed è doveroso citare l’impegno col quale l’associazione culturale ITACA, gestita da Anna Stomeo, è riuscita nell’intento di metter su per la seconda volta questo evento. Un evento unico nel suo genere, poiché riserva agli individui coinvolti una libertà “di movimento” pressoché totale, facilitando così l’interazione fra artisti provenienti da campi diversi.

Chiunque dovesse capitare dalle parti di Lecce nei giorni compresi fra il 21 e il 27 agosto, è quindi pregato di condividere con noi questa esaltante esperienza.

Ci contiamo!




permalink | inviato da il 5/8/2006 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



30 luglio 2006

SWORDFISHTROMBONES - TOM WAITS

SWORDFISHTROMBONES - TOM WAITS (1983)



Musica da camera, un vocione nero, profondo e sgraziato, che racconta storie bizzarre, ambientato in locali malfamati (Gin soaked boy), o in qualche strada semibuia di una metropoli senza nome (In the neighborhood). Ci sembra di vederlo, Tom Waits, seduto davanti ad un bancone del bar, cappello calato sulla fronte, una sigaretta stretta tra le dita e un bicchierino in cui galleggia del bourbon di terza scelta davanti agli occhi. Parte Underground, e lui vi saluta con un cenno della testa, sollevando appena la falda del cappello. Poi Shore leave, Dave the butcher e Town with no cheer, e la stanza si riempie di fumo denso. Arriva lo strumentale Just another sucker on the vine, ed è tempo di malinconica rimembranza: Waits abbassa la testa, riflette, poi comprende di essere spiato, e così ci guarda, e sorride amaramente. Meglio lasciar perdere, e il blues di Frank's wild years, con quell'adorabile hammond anni '60, riesce nell'intento di portarci altrove. Down down down alza il tiro a metà tra jazz e musica da cabaret stravolta: la voce di Waits qui ricorda da vicino quella di Ray Charles, e sembra davvero incredibile che a cantare sia un bianco. L'allegria spensierata di questo brano si contrappone alla pura poesia di Soldier's things, lenta, triste, per soli piano e basso. Grandiosa. Chiudono Trouble braids (praticamente un racconto noir in musica) e lo strumentale Rainbirds, congedo in perfetto stile per un autore straordinario, che lascia una banconota stropicciata sul bancone, solleva con una mano il cappello e va via inchinandosi sarcasticamente al cospetto dell'anonimo ascoltatore. Al di là della porta, la realtà che Tom Waits sembra conoscere meglio di chiunque altro, e che egli reinterpreta con un'ironia e una sensibilità sconosciuti ai tanti Bukowsky di borgata che infestano il panorama musicale odierno. Non lasciatevi ingannare, e rivolgetevi all'originale.




permalink | inviato da il 30/7/2006 alle 21:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



17 luglio 2006

L'INFERNALE QUINLAN - ORSON WELLES

L'INFERNALE QUINLAN  -  ORSON WELLES (1957)



Immaginate una stanza squarciata ritmicamente dalla luce di una lampadina in movimento, emblema dell'eterna diatriba umana, quella tra il bene e il male.
Il regista Clouzot enfatizzava questa scena con queste parole:
"Voi credete che il bene sia la luce e l'ombra il male. Ma dov'è l'ombra, dov'è la luce?"
E con queste parole rubate al film "Il corvo", vorrei delineare il volto di uno dei personaggi più indimenticabili della storia del cinema noir: Hank Quinlan.
L' "infernale" Orson Welles veste i panni dell'antieroe, sublime maschera che ha reso il genere noir il fratello sporco e più affascinante del giallo.
Quinlan è un ispettore di polizia corrotto, con una morale del tutto personale; osannato da una parte dei suoi colleghi, temuto da tutti gli altri, irrompe nella scena con la sua presenza ingombrante e inquietante. E' lui l'anima cupa del film.
Un film fatto soprattutto d'immagini.
Difatti, la trama si fa subito esile per lasciare spazio ai forti contrasti cromatici (mai il bianco e nero hanno avuto così tante sfumatura) che destabilizzano in continuazione lo spettatore, creando in lui, nel suo senso etico, continue crepe, proprio come la lampadina di Clouzot (dov'è il bene, dov'è il male?).
Per intenderci, Orson Welles si prende gioco dello spettatore, lo porta in un labirinto di inquadrature distorte che rendono la realtà irriconoscibile.
E' lui a decidere come dobbiamo guardare i suoi personaggi, è lui a plasmare le nostre retine attraverso la distorsione e le vertiginose inquadrature che allungano, ingrossano, rimpiccioliscono le ombre, macchie nere che sembrano emergere dai corpi degli attori.
Figure inquietanti, figure seducenti (ricordiamo la conturbante e rarefatta presenza di Marlene Dietrich), figure grottesche, figure eroiche, partorite dalla mente di un regista che ha mostrato e dimostrato l'essenza pura del cinema: uno specchio frantumato che riflette i molteplici aspetti della realtà.






permalink | inviato da il 17/7/2006 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



13 luglio 2006

IL SONDAGGIONE II PARTE

Il nostro secondo sondaggione è il seguente:
"Elencate le cinque persone che vorreste vedere morte (artisticamente o fisicamente) e date dei motivi validi"
Evitate parenti e vicini di casa.
Ecco la nostra lista.

Lista di Fra:
1) Silvio Muccino. Perchè? Perchè ha distrutto quel poco di cinema che c'era in Italia. Perchè ha una faccia da prenderlo a calci. Perchè... non voglio esagerare.


2) Asia Argento. Vedi sopra (però cambiate la faccia con la parlata).
3) Valentino Rossi. Perchè è un coglione.
4) Francesco Totti. Perchè è la dimostrazione che viviamo in un mondo di cacca.
5) Luca Laurenti. Abbattetelo, per favore.

Lista di Aldo:
1) Maria (Mario?) De Filippi. Anche lei ha una "camicia coi baffi", però i baffi li nasconde.


2) Simona Ventura. Un cesso mal rifatto. E si crede pure bella!
3) Platinette. Perchè parla male della tv e poi ci va in continuazione. Perchè parla male dei colleghi e poi ci esce la sera. Perchè è un cinquantenne obeso che gioca a fare la drag queen per scandalizzare l'italiano idiota medio. Gli altri la (lo?) vedono per quella/o che è: un cinquantenne obeso.
4) Irene Pivetti. "Bob dylan non ha stretto la mano al Papa, e dovrebbe vergognarsi". Questo disse, prima di mostrare in diretta degli interventi di chirurgia estetica. Vergognati tu, imbecille!
5) Franco Battiato. L'umiltà fatta persona. Nella sua spocchia ci dovrebbe affogare.




permalink | inviato da il 13/7/2006 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


sfoglia     gennaio       
 


Ultime cose
Il mio profilo



un altro blog inutile...
I sognatori
rifugio per scrittori
jonvendetta
blog di beppe grillo
video(di tutto di più)
benni
cartoni animati
l'albero huang
take care of you
nocturna
nell'ombra della mente
aislinn
splatter container
cassielheaven
mynona
squilibri
bibliotheca
il vizio di leggere
emanuela zini
Pordemovie
PordeRock
isabelletostin
bio-iannozzi
cany randagy
linoge80
i coccodrilli


Blog letto 24298 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom